I primi cenni sul Rossese risalgono agli antichi Greci e forse ancora prima agli Etruschi.
Notizie più recenti testimoniano come Andrea Doria elesse il Rossese quale vino festivo della sua flotta; anche Napoleone Bonaparte ebbe il piacere di degustarlo, ospite della Marchesa Doria, alla fine del Settecento.
Questi documenti testimoniano come il Rossese abbia radici profonde nella tradizione ligure e come i produttori di oggi siano riusciti a fondere il gusto e il profumo delle uve di Rossese con il sapere di generazioni passate.
Ciò che rende unici i vini Maixei è la scelta di vinificare in purezza, solo con uve Rossese di Dolceacqua per i rossi, o uve Vermentino per il bianco. Come nel passato, gli interventi realizzati dai coltivatori della cooperativa sulle viti sono esclusivamente manuali, anche per via delle zone scoscese in cui esse crescono.
I processi di trasformazione del mosto sono minimi ed essenziali per garantire la genuinità e la qualità del prodotto. Il mosto, decantato naturalmente grazie ad un controllo della temperatura, inizia la fermentazione e dopo un periodo di affinamento in acciaio è pronto in primavera a regalare il suo personalissimo bouquet.

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Disciplinare di produzione del D.O.C. Rossese di Dolceacqua
“Sistemi moderni
per vini autentici”